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Milano, aperitivo imbarazzante

editoriale italiano

Sono da capire. I giovani soprattutto con la voglia di spaccare il mondo. L’ultimo anno é stato devastante, una privazione netta della stessa libertà per cui tanto i nostri nonni e bisnonni avevano lottato. Ora ogni minima occasione diventa una possibilità di svago, una possibilità di ritorno a quella normalità che questo coronavirus ci ha strappato di mano.
Purtroppo però in netta contrapposizione a quanto accaduto a Milano ieri pomeriggio e sera, c’é una prima linea di guerra vera e propria, di morti e di sofferenza che non possiamo dimenticare.
Proprio per questo festeggiare per un aperitivo, togliendosi le mascherine per sfidare quella sorte che sino ad oggi ci ha sorriso é un gesto imbarazzante, ignorante e inutile.
Se proprio si vuole trovare un senso in questi frangenti dimostriamo la fragilità umana nella sua peggior veste, quella dell’indifferenza.
Tutto vorremmo tornare alla normalità oggi stesso, ma non possiamo farlo. E’ troppo presto, non siamo pronti e coperti per farlo. Dobbiamo attendere. Ecco perché assistere a scene come quella di Milano ieri in darsena é come assistere al festival della stupidità più assoluta.
La guerra che negli ospedali stanno vivendo da 12 mesi in prima linea non é a migliaia di km di distanza, non é in Iraq, in Vietnam o in Kuwait, questa volta ci appartiene, questa volta é giusto a pochi isolati dalla darsena dove la gente ieri sera si stava ubriacando senza rispettare le norme anti-covid.
Questo offende i morti ma soprattutto manca di rispetto a coloro che ancora nell’ora dell’aperitivo indossavano un camice e cercavano di rianimare un paziente in fin di vita.
Non capire questo, significa avere un limite enorme nel comprendere la vita mancandole di rispetto in senso assoluto.

Written by Thomas Longhi

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