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Va tutto bene, ma anche No

editoriale italiano

Inutile negarlo, ci stiamo arrampicando sui vetri. Chi glielo dice adesso ai No Vax che non era tutta colpa loro? Chi lo spiega a coloro che abbiamo spinto a vaccinarsi, bloccandogli ogni possibilità di lavoro e di studio? Chi lo racconta a quelli che hanno prenotato le ferie invernali (depositando i propri risparmi a cauzione) perché la vaccinazione avrebbe tolto qualsiasi problema (ci dicevano a giugno e luglio scorsi) e saremmo tornati alla normalità?
Oggi, siamo tornati indietro di 13 mesi, con 146 morti, un’assurdità. Con oltre 36 mila contagi ed un tasso che é salito di 1 punto in 1 giorno.
Sia ben chiaro che il vaccino é servito altrimenti oggi saremmo di fronte ad una strage senza precedenti. Siamo però all’improvviso stati catapultati indietro nel tempo in una realtà parallela di un deja-vu che nessuno di noi avrebbe mai voluto rivivere.
Ora non sono più solo i No Vax e per cortesia abbassate il dito a tutti coloro che indicano i bambini come causa di queste nuove ondate per giustificare una vaccinazione di massa anche su di loro.
Gli esperti ci avevano messo in guardia che non ne saremmo usciti prima del 2023, addirittura ci avevano detto che la probabilità di nuove varianti in questi mesi era una forte e concreta possibilità.
Ma la politica ha prevalso sul senso del dovere, sul senso civico e su qualsiasi altra cosa. Le vaccinazioni usate come arma di partito hanno prodotto una disinformazione totale. Le sfide in televisione a colpi di audience piacevano di più dei momenti di informazione vera, magari più pesante in alcuni passaggi, ma vera e indispensabile.
All’improvviso dopo solo la prima iniezione, molti di noi pensavano di essersi trasformati in supereroi, in moltissimi erano convinti che la mascherina non serviva più ed il distanziamento era solo un brutto ricordo. Quasi a voler giocare alla roulette russa con la pandemia stessa, quasi ad irriderla e a farsene beffa.
Ecco dove abbiamo sbagliato, nel permettere di essere disinformati, nel lasciarci disinformare anche questa volta.
Oggi alcune situazioni di provincia sono al collasso nella gestione dei casi covid, non hanno abbastanza personale e spesso commettono errori imperdonabili, ma umani, comprensibili.
Dunque, va tutto bene, ma anche no. Per quanto ci riguarda siamo in attesa di spiegazioni e di informazioni che tardano ad arrivare e almeno per questa volta che se ne vadano a farsi benedire (visto poi il momento) la politica ed i politicanti.
Ormai visti da fuori assomigliano sempre di più ai venditori di pozioni magiche che all’inizio del secolo scorso giravano con i carri per i paesi nella speranza di illudere più persone possibili con alternative miracolose che guarivano da qualsiasi malanno.
Oggi non ci vendono pozioni magiche, ci iniettano vaccini anti-covid che sappiamo e vediamo che ci possono salvare la vita per davvero, ma lo continuano a fare senza fornire alla nostra mente le informazioni di cui abbiamo bisogno, quasi fossimo degli automi.
Dobbiamo voler credere nel sistema, in questo modo fatichiamo a credere in noi stessi.
Così rieccoci quà, tutti insieme, storditi da nuove restrizioni che arriveranno ad ore, da nuovi colori, da nuove sfide che ci viene chiesto di affrontare.
Abbiamo creato divisioni e contrasti laddove avremmo dovuto trovare un punto di incontro, abbiamo perso tempo prezioso a minare la nostra stessa intelligenza e la nostra capacità di apprendere.
Siamo stanchi dopo 22 mesi di pandemia ed il solo pensiero di dover rivivere quei momenti ci paralizza, siamo spiazzati e senza punti di riferimento proprio perché ci é mancata l’informazione necessaria a comprendere. I nostri nonni avevano un detto: “pane al pane e vino al vino”, significa parlare schiettamente, in modo comprensibile, alla portata di chiunque. Ecco se lo avessero fatto per davvero forse saremmo in una situazione ben diversa in questo 22 Dicembre 2021.

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