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Va trovata un’alternativa a Gazprom entro l’autunno

editoriale italiano

Inutile negarlo, aumentando le sanzioni contro la Russia e contro Putin potrebbe provocare un effetto a catena che porterebbe ad una nuova riduzione di gas russo per il prossimo inverno. Dunque appoggiare il premier ucraino nella sua richiesta di aumentare le sanzioni ci metterebbe dalla parte del giusto ma ci metterebbe in una posizione di svantaggio totale nell’approvvigionamento di quel gas del quale non possiamo vivere senza, non siamo pronti per farlo.
Le soluzioni ci sarebbero ma nessuna a breve scadenza, serve una programmazione ben definita che possa individuare le alternative e possa impostare un piano B e magari anche un piano C di riserva nel caso Putin e la Russia volessero ancora dettare legge.
Ci siamo messi in una situazione di convenienza e di dipendenza dalla Russia per il gas che ora non ci permette di sopravvivere senza, non ancora. Non possiamo chiudere i rubinetti di Gazprom, ma possiamo almeno prepararci al peggio lavorando da subito sulle fonti alternative o quanto meno su fornitori diversi.
Non pensiamo che le parole dettate dal Cremlino possano essere una garanzia. Negli ultimi mesi abbiamo capito quanto tutto possa essere particolarmente instabile.
Certo la Russia deve pur venderlo il gas, ma la Russia é un paese in guerra e non si può fare alcun affidamento sulle quantità e i tempi. Ecco dunque che bisogna trovare una soluzione a breve ed entro l’autunno lavorare su punti di fornitura differenti e magari questa volta evitare di mettersi la corda al collo da soli alimentando una situazione di quasi monopolio.

Written by Thomas Longhi

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