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Ceferin e le parole verso Agnelli che colpiscono l’UEFA

editoriale italiano

Lasciamo stare che dal numero 1 della Uefa ci si aspetti di più di un inglese da terza media e questo dimostra quanto la UEFA stessa sia la solita istituzione chiusa e con vecchie metodologie di giudizio del merito dove LinkedIn é un miraggio per loro.
Lasciamo stare la presa di posizione personale in un contesto pubblico, che a tutti é suonata fuori luogo e stonata.
Lasciamo stare che non era il contesto e il momento per affrontare questi temi.
Le parole di Ceferin contro Agnelli sono state dure, troppo dure da suonare persino fastidiose.
La UEFA non é proprio un’istituzione impeccabile e negli anni ha dimostrato le sue grosse lacune ed incapacità gestionali. Arrivare ad insultare pubblicamente un presidente di un club europeo é di cattivo gusto ed é sembrato quasi che fosse il canto del cigno a cui restano poche ore di vita professionale.
Inaccettabile. Se dobbiamo discutere al tavolo la nuova SuperLega non possiamo accettare che il presidente UEFA si esprima in questo modo anche perché queste sparate pubbliche diventano come un boomerang mediatico in pochi giorni, ovvero ti ritornano indietro più forti di quando le hai lanciate.
Basso rilievo, basso profilo, da una persona che occupa una posizione che richiederebbe un comportamento ben diverso. Sembrava quasi che stesse mettendo sul tavolo interessi personali dal tanto accanimento che ci ha messo, il suo inglese scolastico molto povero é apparso persino affannoso in alcuni passaggi nonostante abbia provato ad essere brillante per sembrare simpatico. Inaccettabile da parte della UEFA.

Written by Paolo Rizzi

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