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Champions senza City, Real e Chelsea… e chi la guarda?

editoriale italiano

I club che hanno creato la SuperLega si sono preparati a tutto quello che sta succedendo. Magari non alle critiche piene di ipocrisia fatte da persone che hanno anche fatto peggio di loro con le proprie aziende e oggi si sentono in grado di poter giudicare gli altri.
Il punto cardine é che Real, il Manchester City come lo United, la Juventus, il Milan, l’Inter, e tutte le altre possono creare una competizione alternativa alla Champions League che garantisce alle loro tasche introiti importanti, indispensabili a restare in vita. Ma la Champions senza di loro finisce nel giro di un paio di anni diventando un torneo di secondo livello per seconde linee, in pratiche che non guarderà nemmeno 1 decimo degli spettatori attuali.
Dunque al di fuori della retorica inutile, conviene ai club trovare un accordo? Certo che sì per le competizioni nazionali che non sarebbero minimamente intaccate da questa nuova Lega. Conviene però molto di più alla UEFA ed alla FIFA non alzare troppo i toni perché hanno bisogno delle squadre più blasonate e dei giocatori più famosi.
Loro, la stessa UEFA ha portato a questo livello di prestigio, alimentando investimenti e stipendi dei fuoriclasse perché parte di un business milionario. Per questo l’ipocrisia puzza di marcio e di vecchio.
Ecco perché alla fine dei conti la UEFA ha molto più bisogno di trovare un accordo con queste squadre, così come ne hanno bisogno le federazioni nazionali di ogni singolo paese. Lo scontro non porta da nessuna parte. Una Champions senza Real, City e Chelsea non la guarderebbe più nessuno, gli sponsors si tirerebbero indietro e i soldi per le semifinali e la finale finirebbero in fumo perché anche se si sostituissero le squadre sarebbe una competizione falsata.

Written by andrea montelli

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