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Nella speranza che gli aiuti arrivino davvero a chi ne ha bisogno

editoriale italiano

Interessante e rassicurante il piano economico presentato da Draghi nella giornata di ieri. Dunque una quantità iniziale importante di soldi dovrebbe arrivare in aiuto degli italiani nel giro di pochi giorni.
Speriamo solo che questa volta i soldi finiscano davvero a tutti, quanto meno a tutti coloro che davvero ne hanno bisogno.
Non voglio dire che la Fiat e l’Alitalia non ne avessero bisogno un anno fa, ma per sovvenzionare loro si sono dimenticate intere categorie di lavoratori con l’acqua alla gola.
Speriamo che la gestione stessa di questi capitali non sia più nelle mani delle banche, ma di un organo esterno che possa gestire i contributi in maniera diretta ed immediata.
Perché alla fine dei conti, la gente ha bisogno che lo stato possa aiutare a pagare le bollette della luce e del gas molto di più che vedersi decurtare una cartella esattoriale.
Perché alla fine dei conti, una buona parte degli italiani, i lavoratori autonomi soprattutto, cercano di arrivare a fine mese da oltre 1 anno con sacrifici enormi.
E’ normale, e sottolineo normale, che magari per farlo abbiano tardato o saltato qualche rata del mutuo della casa o del finanziamento per la macchina. Per questo motivo purtroppo sono stati segnalati nelle centrali rischi che non permettono l’erogazione a loro favore di alcun tipo di ulteriore finanziamento.
Vi ricordate il precedente governo che aveva garantito aiuti immediati, veloci e senza valutazioni del credito? Tante belle parole da pubbliche relazioni, con la precisa indicazione “senza valutazione della situazione creditizia”. Poi si andava in banca e si scopriva che era una normalissima richiesta di finanziamento e quei prestiti garantiti dallo stato arrivavano solo se si aveva il nome completamente pulito. I piccoli imprenditori con anche solo 1 segnalazione in centrale rischi non hanno visto 1 euro in quella fase.
Dunque se per una volta in questo paese i soldi non andassero alla famiglia Fiat, non ne farebbe nessuno un dramma. Se per una volta si smettesse di alimentare Alitalia o come la si é voluta chiamare adesso, nessuno ne farebbe un dramma.
Se invece si continua a non aiutare i piccoli imprenditori, questo potrebbe ritorcersi contro quando avremo bisogno di loro, per il turismo, per la ristorazione e molto altro, quando ci renderemo conto che hanno chiuso i battenti per sempre.
Dunque, ottima la presentazione, impeccabile il piano di intervento, ma continuo a non sentire focalizzare il problema sul tipico lavoratore italiano che lavora 12 ore al giorno senza lamentarsi.
Ecco perché questi piani di intervento economico sono determinanti, ma dobbiamo capire che sbattere in prima pagina cifre enormi per dare fiducia alle persone non basta più. La gente ha capito il gioco, sempre lo stesso da moltissimi anni.
Un imprenditore, un lavoratore autonomo che fatica ad incassare per colpa della pandemia cosa fa?
Salta una rata o due del mutuo per continuare a dare da mangiare ai propri figli e pagargli il computer per la DAD. Se il suo nome viene segnalato nella Crif questo imprenditore non avrà mai più accesso a nessun credito.
Ecco perché é giunto il momento di fare la differenza, a costo di cancellare le segnalazioni in centrali rischi, riazzerare tutto, permettere a tutti di ripartire da zero con il nome pulito, accedendo TUTTI, nessuno escluso, ad aiuti che permettono di pagare le bollette e le spese quotidiane.
Se poi avanzassero soldi, per quanto ne dubito fortemente, vedremo se ci sarà ancora qualcosa da dare alla Fiat.
E’ arrivato il momento delle risposte, é finito il tempo delle mele, in cui si va in TV a riempire gli occhi e le orecchie di chi ascolta.
Ora servono i fatti, li aspettiamo con particolare attenzione per poterne scrivere con orgoglio che davvero questo governo ha fatto la differenza.

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