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Perseveranza si dice Buffon

Perseveranza si dice Buffon

Solo chi ha provato a giocare a calcio a livello professionistico sa bene quanto sia pesante da un punto di vista psicologico. La gente dal di fuori vede i soldi, le macchine belle e la bella vita. Dentro é tutta un’altra faccenda fatta di competizione e di rispetto che ci si deve guadagnare ogni singolo giorno senza eccezioni, senza strade prioritarie o favoritismi perché quello che poi accade sul campo di gioco non ammette scorciatoie.
Anni di sacrifici, enormi sacrifici. Continue alternanze di momenti indimenticabili e di moltissimi momenti difficili che toglierebbero il fiato a chiunque.
La voglia di mollare che si trova sempre dietro l’angolo e non aspetta altro che poter prendere il sopravvento.
Questo é il calcio a livello professionistico, questo é lo sport in generale quando viene fatto ad altissimo livello.
Ma questa é la storia di un uomo che dal calcio ha avuto tanto, ma soprattutto ha dato tanto.
Gigi Buffon torna alle origini, a quel punto di partenza dove molti anni fa era cominciato tutto. Ha accettato l’offerta del Parma per un paio di anni di contratto come portiere, ma soprattutto ha accettato l’ennesima sfida della sua vita. Lui vive di questo, si alimenta di nuove sfide ogni anno per mantenere viva quella necessità di mantenersi sempre ai livelli più alti.
Buffon si ciba di tutto questo. Ma soprattutto negli anni di Parma, Juventus, Nazionale, PSG ha imparato una regola che solo gli sportivi più grandi di sempre sanno comprendere: é arrivato al punto in cui si alimenta dai momenti difficili per ottenere quell’energia che lo porta poi a vivere i momenti più belli.
La maggior parte degli sportivi ad alto livello si alimentano solo di successi e quando questi cominciano a calare decidono che é meglio smettere. Buffon é il contrario, tra infortuni e momenti difficili lui ha sempre saputo “usare” queste situazioni negative, per ripartire.
In realtà non interessa più a nessuno quanti anni abbia, quanto sia diventato leggenda, il tempo stesso su di lui ha capito di non avere alcun effetto. La perseveranza di questo sportivo andrebbe tradotta in 100 lingue ed insegnata nelle scuole calcio di tutto il mondo.
Non mollare mai, perché le sfide migliori sono sempre quelle che verranno.

Written by andrea montelli

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