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Non permettiamo alla Russia di uccidere Navalny

editoriale italiano

Ieri nel tardo pomeriggio é giunta la notizia che tutti avevamo previsto ma che tutti avremmo voluto non sentire. Alexei Navalny sta per morire, probabilmente questi saranno i suoi ultimi giorni di vita se nessuno interverrà con prontezza.
Il punto é che in Russia nessuno vuole intervenire da parte del governo Putin che ha portato la situazione scomoda dell’oppositore numero uno diventato una spina nel fianco di Putin, proprio nel punto dove si voleva arrivasse: incarcerato, senza possibilità di intervento da parte di nessuno, portato a morire lentamente di stenti.
La parte più triste é che tutto accade sotto gli occhi del mondo intero, Italia compresa.
Un’Italia coraggiosa che ha definito Erdogan per voce di Draghi, un dittatore.
Per quanto vera questa affermazione, ha destato curiosità che proprio il presidente si sia espresso con una tale trasparenza, come mai nessuno prima di lui.
Ecco perché ci aspettiamo lo stesso giudizio trasparente anche nei confronti della Russia e dell’operato di Putin. In caso contrario ovvio pensare che gli affari economici con il governo russo sono più forti dell’uccisione di un uomo libero che manifestava solo per i suoi diritti.
Non intervenire in una situazione del genere significa prenderne parte.
Non condannare la Russia, isolandola con i suoi schemi politici oppressivi e con i suoi sistemi di spionaggio informatico significa sedersi al fianco di dittatori ed oppressori e cibarsi al medesimo banchetto.
Non commettiamo l’errore di provare a comprendere l’operato di Putin, non permettiamo alla Russia di uccidere Navalny senza pensare di alzare un muro istituzionale e diplomatico nei confronti del paese Russia e di Putin.
Non giriamo la testa e non facciamo finta che non sta accadendo per i soldi russi o per le opzioni di contratti importanti con la Russia. Probabilmente Navalny sarà dichiarato morto in pochi giorni a quanto sembra ma non permettiamo alla Russia di uccidere anche la nostra libertà che verrebbe compromessa dalla nostra stessa indifferenza.
E’ più facile girarsi dall’altra parte é vero e lo capisco, ma provate a pensare cosa finiremo per raccontare di questa storia ai nostri figli un giorno dopo che passiamo una vita a dire loro di lottare per la libertà… di parola… di pensiero…
Non commettiamo l’errore di pensare di non poter fare nulla, usiamo lo stesso metodo di giudizio per chiunque voglia uccidere la libertà, usiamo tutte le armi mediatiche in nostro possesso per gridare al mondo che tutto questo é sbagliato.
Non pensiamo stupidamente che tutta la Russia sia dalla parte di Putin e che la Russia sia Putin. Diamo ai russi un segnale forte in modo che il paese sappia che il mondo intero non condivide questo modo di governare.
Condanniamo pubblicamente tutti coloro che pensano di poter dare o togliere la libertà a qualsiasi essere umano.
Smettiamo di condividere affari, soldi e potere con dittatori e assassini. Mettiamoci nella condizione di credere al cambiamento, altrimenti non avverrà mai.

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