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La guerra alla Dad e allo smart working ci riporta nel passato

editoriale italiano

Il passo in avanti, spinti da una necessità che era una questione di vita o di morte, lo avevamo fatto. Ci stavamo abituando bene alle nuove circostanze e alle nuove condizioni.
Ora però stiamo rischiando di tornare nel passato quando l’ottusità riempiva le nostre squallide giornate in fila al semaforo nella nebbia. Quando ci si chiedeva cosa servisse dover andare in ufficio a fare presenza ogni giorno quando la maggior parte delle situazioni lavorative avremmo potuto gestirle in smart working.
Stesso discorso per la Dad a scuola. E’ ripreso l’anno scolastico e la maggior parte dei genitori, soprattutto coloro che vedono la scuola come un servizio di baby sitting, denigrano la didattica a distanza e pregano che non si debba ripetere.
Se questa é la situazione attuale ci siamo catapultati da soli indietro nel tempo e non abbiamo capito nulla.
La strada della dad, sia per gli investimenti fatti che per le reali necessità, non va abbandonata, va semplicemente affiancata alla didattica in classe. Può servire di supporto e può servire molto utile in caso di assenze.
La strada dello smart working é stata indicata da paesi del nord Europa e del nord America che hanno la reale impossibilità di essere ogni giorno sulla scrivania in ufficio, ma possono svolgere ugualmente il proprio lavoro dal tavolo di casa con il proprio PC.
Da qui non solo lo smart working ma persino la settimana lavorativa di 4 giorni soltanto, un successo dove é stata provata.
Se rinneghiamo il passo in avanti al quale ci ha costretto la pandemia, mettendo da parte i progressi fatti e cercando di cancellare lo smart working e la dad, allora abbiamo perso il senso del progresso, abbiamo perso il contatto con la realtà. Di colpo sul lavoro torniamo all’era dei dipendenti insoddisfatti ma sempre presenti in ufficio accalcati senza senso come sardine nelle scatolette del supermercato, é scontato che ne risenta la produttività.
Se rinneghiamo la dad allora siamo pronti a tornare alle insegnanti che con le musicassette negli anni 80 provavano a farci imparare le canzoncine in inglese, ci fossilizziamo su di un sistema che il sistema stesso ci ha indicato come fallimentare.
Nelle aziende tecnologiche più grosse in California esiste una sezione dedicata a coloro che si occupano di analizzare la qualità del lavoro, ma soprattutto la felicità dei dipendenti di portare a termine il proprio lavoro, perché si é studiato e si é dimostrato che le due cose vanno di pari passo. Stessa cosa con gli studenti ed il loro rapporto con la scuola… se solo potesse essere molto più interattivo…
Ecco perché se ci mettiamo a discutere e rinnegare la dad e lo smart working abbiamo perso la battaglia in partenza e rischiamo di perdere il treno del rinnovamento per sempre.

Written by Paolo Rizzi

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