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Abbiamo mentito in Afghanistan

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Sono passati 20 anni. Tra pochi giorni ci troveremo a ricordare insieme quel maledetto 11 settembre 2001 che ha cambiato per sempre le nostre vite. Quelle immagini si sono insediate nella nostra memoria e non riusciamo a togliercele dalla testa, probabilmente non ci riusciremo mai.
Da quel giorno il mondo é cambiato, per sempre. L’America delle libertà e delle pari opportunità, l’America del grande sogno possibile per chiunque si é chiusa, é diventata sempre più inaccessibile e soprattutto ha cominciato una sua personale guerra, che potremmo chiamare rivincita, divenuta ossessiva, nei confronti del terrorismo.
Alla fine quella guerra ha dato i suoi frutti, le sue risposte. L’intervento a colpire le cellule terroristiche in Afghanistan ha permesso di seppellire quel fronte di Al-Qaeda che avrebbe compiuto molti altri atti come l’11 settembre.
Ma una volta in Afghanistan abbiamo, italiani compresi, promesso al popolo afgano che il nostro mondo ed il nostro modo di vivere é di gran lunga migliore. Abbiamo portato le nostre abitudini, le nostre comodità e i nostri vizi per guadagnare la loro fiducia. Abbiamo promesso un mondo migliore, dove le donne vengono rispettate e non violentate a 12 anni e dove tutto viene portato ad un livello di rispetto reciproco che per loro sembrava solo un sogno.
Abbiamo detto loro che li avremmo condotti su questa strada sino alla fine, sino a che avessimo insieme raggiunto il punto di non ritorno in cui il nostro mondo si sarebbe potuto implementare nel loro mondo, senza distinzione alcuna.
Gli abbiamo promesso la libertà, gliel’abbiamo fatta respirare per anni.
Ecco quella libertà negli ultimi due giorni abbiamo negato, portandocela via sui nostri aerei con una crudeltà che non spetta a noi avere.
Così eccole quelle maledette immagini che arrivano da Kabul, con la gente morta, la gente che si aggrappa alle ruote di un aereo in partenza per poi cadere nel vuoto. Ed ecco che a noi tornano in mente le immagini delle torri gemelle. Ecco che a noi passano in rassegna anni ed anni di morti, tanti morti che erano il sacrificio da pagarsi per mantenere libero l’Afghanistan. Ecco che all’improvviso nessuno si assume più alcuna responsabilità, nessuno sa trovare una soluzione e nessuno vuole capirci nulla.
Ecco che l’Afghanistan viene lasciato al suo destino e la gente che é stata spinta giù dagli aerei in partenza ha capito di essere stata tradita.

Qualcuno ha detto che abbiamo ridato agli afgani quello che era degli afgani… ma allora questi ultimi 20 anni a cosa sono serviti? I soldati, i pattugliamenti, i morti e i feriti, a cosa sono davvero serviti?
Abbiamo riavvolto il nastro indietro di 20 anni a quel 11 settembre maledetto.

Written by Miriam Parodi

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