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Alla resa dei conti

editoriale italiano

Abbiamo passato mesi, molti mesi in cui l’ordine del giorno era che il Movimento 5 Stelle avesse perso la sua anima, la sua personalità, come avesse smarrito la sua strada, il motivo per cui era stato creato.
Ora che Conte ha avuto il coraggio di farlo presente rifiutando a priori la politica del tirare a campare con un governo non eletto direttamente dagli italiani, tutti a gridare allo scandalo.
Comprendere la politica in realtà é come comprendere la matematica di base, 1 + 1 uguale 2. Ovvero le poltrone contano di più delle ideologie politiche. Non esistono più i personaggi politici del passato che in nome di un idea politica spendevano la loro vita a crederci sino in fondo. Non esistono più le posizioni ferree. Ormai in un contesto di adeguabilità generale tutti posso essere chiunque. Una poltrona del ministero permette a chiunque di passare alle grida popolari di piazza sino a fare disquisizioni quasi filosofiche, per poi ricadere nel baratro dell’ignoranza e con pochi versi ricordare a tutti chi sono veramente banalizzando le scelte pur di mantenere quella poltrona.
Ora che l’esponente massimo dei 5 Stelle ha deciso di dire basta, avete tirato troppo la corda, dobbiamo mettere dei paletti, allora tutti si mettono ad alzare i toni, tutti scaricano la responsabilità di un governo tecnico che nessun italiano ha scelto sulle spalle dei 5 Stelle.
Ecco il gioco delle parti al contrario. La parte pulsante di questo paese non ce la sta facendo più. La maggior parte degli aiuti arrivano sempre e solo agli stessi, le bollette aumentano, la benzina aumenta e il cibo aumenta, ma invece di pensare al ceto medio basso italiano ci preoccupiamo di cosa dice l’Europa di noi e di cosa ne pensano americani e russi.
Siamo ad un punto di non ritorno, siamo alla resa dei conti o permettetemi il gioco di parole siamo alla resa dei conti di Conte.
Perché il governo tecnico non ci ha cambiato la vita, ci ha permesso di galleggiare e basta. Ora però si sta per affondare, se non si raggiunge la riva in fretta si rischia di affondare e per molti italiani significherebbe la fine.

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Written by Paolo Rizzi

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