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Il solito Ronaldo porta il Portogallo alla vittoria contro l’Ungheria

editoriale italiano

Una partita spenta, con diverse occasioni mancate che prima o poi hanno trasmesso a tutti la voglia di cambiare canale. A pochi minuti dalla fine la forza di volontà dei portoghesi ha prevalso su di un’Ungheria ancora legata ad un calcio che sembra d’altri tempi. Con pazienza i portoghesi trascinati da un mai domo Cristiano Ronaldo hanno dapprima alzato il ritmo e poi imposto un gioco che ha piegato gli ungheresi ormai allo stremo delle forze.
Non é parso il miglior Portogallo di sempre e a dirla tutta non sembra nemmeno la squadra più forte di questo europeo, ma alla fine se hai qualità e convinzione, alle quali aggiungi un “mostro” come Ronaldo, sai di poter ottenere anche l’impensabile.
Potendo scommettere, in pochi metterebbero il Portogallo tra le prime quattro, a meno che gli ultimi 10 minuti di partita con l’Ungheria non diventino la normalità, allora in tal caso, potremmo vederne delle belle. E se quel numero 7 portoghese trovasse l’ispirazione giusta, ormai gli basterebbero 10 minuti a partita per risolvere qualsiasi partita.
Gli ungheresi meritano il rispetto di una squadra che ha saputo tener banco per quasi tutta la partita e ha saputo arginare sino in fondo le qualità indiscusse di questo Portogallo. Almeno sino al gol/autogol del 84esimo l’Ungheria sembrava quella di 20 anni fa, una perfetta macchina di contenimento, quadrata e logica come uno schema matematico, lontana dal calcio più moderno, ma terribilmente efficace. Poi l’autogol e poi lui, quel numero 7 che tanti danno già per finito.

Written by Giuseppe Galli

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