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Zona rossa… ma dove?

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Scuola a parte, nessuno riesce a notare gli effetti del traffico nelle zone rosse. La quantità di gente e di macchine in circolazione lascia chiaramente pensare che ognuno a modo suo, ognuno con la sua scusa, in realtà la situazione non é proprio da zona rossa e soprattutto l’aspetto “non muoversi se non necessario” non interessa molto agli italiani.
L’impatto della notizia che si sarebbe chiuso ha generato un weekend da paura, con assembramenti in molte situazioni urbane e non solo. Ora che però siamo passati alla zona rossa, a parte gli studenti, tutti gli altri sembrano in giro.
Dunque alla fine si sarebbe “utilizzata” politicamente la scuola per dare un contentino a tutti, senza però chiudere altre situazioni di possibile contagio che potrebbero essere potenzialmente molto pericolose.
L’aria da zona rossa non si avvicina nemmeno alle restrizioni da lockdown dello scorso anno, dobbiamo fare mente locale e collaborare, non cercare di trovare l’inganno pur di uscire. La situazione é fuori controllo e potenzialmente devastante. Possiamo affrontarla affidandoci al buon senso e cercare di non uscire se non strettamente necessario almeno per le prossime 4 settimane, oppure scegliere di sfidare il virus e la morte, alimentando ulteriori restrizioni che in tal caso sarebbero inevitabili.

Written by Manuela Paolini

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