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La quarta dose senza code non avrebbe avuto senso

editoriale italiano

Non sarebbe stata la stessa cosa. Come in tutte le fasi determinanti nella gestione della pandemia, anche in questo caso, l’approssimazione e la disorganizzazione la fanno da padroni.
Da quando si é ipotizzata la quarta dose per gli over 60 a quando sono iniziate le somministrazioni sono passate davvero poche ore. Questo ha generato una serie infinita di disservizi con hub presi d’assalto ed operatori impreparati.
Tutto nel segno di questa conduzione molto più militare e molto meno civile che ha segnato il nostro cammino nei due anni e mezzo di pandemia.
Eccoci dunque da capo, con le persone che sotto il sole e con temperature altissime affrontano code impossibili per avere la quarta dose di vaccino anti-covid, quasi a garantirsi un’immunità per le ferie estive che nessuno, vaccino compreso, é in grado di garantire.
Eccoci dunque di nuovo, di corsa a farci vaccinare quando tutto questo poteva essere tranquillamente previsto e gestito molto meglio.
Ma no, non sarebbe stato un classico “made in Italy” se non avessimo mandato persone anziane sotto al sole cocente e a fare code di ore ed ore. Dunque tutto nella norma, tutto come sempre, tutto approssimativo, quasi alla noia. Il brutto é che nelle persone ormai prende forma l’idea che non si riesca proprio a fare di meglio.

Written by Manuela Paolini

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