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L’Italia é pronta, l’Europa invece no

editoriale italiano

Siamo tutti pronti, siamo tutti in attesa. L’Italia lavoratrice é da giorni pronta a riprendere e a farlo in grande stile. Non spaventano i sacrifici, spaventa restare fermi e non poter lavorare. E’ arrivato il momento di rialzarci. Il programma sulle vaccinazioni di massa portato avanti dal generale Figliuolo non fa una piega, ma senza vaccini non serve a nulla.
Siamo pronti ad andare oggi stesso a farci vaccinare ed in molti non si farebbero problemi a farlo con Astra Zeneca, pur di poter ripartire, ma senza vaccini inutile andare da nessuna parte.
Per l’ennesima volta l’Europa é rimasta al palo, rallentata da una burocrazia che a questo punto giustifica coloro, tanto criticati, tra i paesi europei che hanno pensato ad approvvigionamenti alternativi di vaccini, non basandosi solo sul potenziale di acquisto della Comunità Europea.
Siamo indietro, siamo rallentati da una politica europea che ha pensato al risparmio prima ancora che alla salute portando tutti noi a questo punto a subirne le conseguenze, a dover attendere prima di aprire le nostre saracinesche, a dover rispettare dei tempi che nessuno vuole più rispettare.
In pratica non ci vaccinano in massa, non ci sono contributi per tutti, dobbiamo aspettare, dobbiamo metterci in fila, ma nessuno nel frattempo ha fermato le bollette o i mutui da pagare. Stiamo riaprendo le attività senza aver vaccinato buona parte della popolazione e questo significa prendersi un rischio bello grosso. Abbiamo bisogno di una svolta importante, questa volta non siamo noi in ritardo, é l’Europa che ci sta mettendo alle strette.

Written by Cinzia Grandi

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