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Il Napoli vince, la Juve si fa ancora male da sola

editoriale italiano

Se esistesse la possibilità di viaggiare nel tempo e per qualsivoglia ragione ci fossimo assentati 3 anni fa per poi tornare oggi all’improvviso vedremmo una Juventus praticamente copia e incolla di quella di Allegri di 3 anni fa e con ancora proprio Allegri sulla panchina. In realtà da Rugani a De Sciglio, passando per Kean e per Morata se n’erano già andati tutti, per poi tornare proprio in questa stagione. Se poi pensiamo che senza l’arrivo di Allegri anche Bernardeschi sarebbe probabilmente a giocare da un’altra parte allora capiamo perché si parla di copia e incolla. Il punto però é che alla Juve manca gioco, mancano idee, mancano schemi e capacità di adeguarsi alla partita.
Il Napoli ha vinto per due errori banali della Juventus ma ha meritato di vincere, non ci possono essere discussioni. La squadra di Spalletti ha saputo prendere in mano la partita sin dai primi secondi, per poi subire il goal di Morata e riprendere il risultato nel secondo tempo andando a vincere nel finale.
Della Juve si fatica a giudicare la partita. Basta parlare di Ronaldo, eventualmente parliamo della pessime capacità manageriali che hanno permesso una gestione inesperta della faccenda intera, una società quotata in borsa non può permettersi questo livello di incompetenza. Ora in molti ipotizzano un Allegri che potrebbe salutare entro ottobre se la situazione non dovesse migliorare, ma in effetti questa volta sembra davvero difficile.
Non esiste identità di squadra, non esiste geometria di gioco e soprattutto si insiste e si é insistito in campagna acquisti su giocatori che sino a 3 anni fa si sperava di piazzare da qualche parte e in fretta. Dunque difficile dire cosa stia succedendo, diciamo che probabilmente la zuppa riscaldata messa in piedi per affrontare questo passivo enorme a livello di cassa sta piacendo a pochi o forse a nessuno.
Ma nel frattempo il Napoli é primo in classifica a punteggio pieno e con pieno merito. E’ diventata una squadra completa e concreta, sa soffrire e affrontare le varie fasi di gioco con quella pazienza che sino allo scorso anno era sempre mancata.

Written by Davide Foschi

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