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Afghanistan, si fatica a capirne il senso

editoriale italiano

Tantissimi militari, provenienti da ogni parte del mondo ci hanno lasciato la vita in Afghanistan. Veniva detto loro che bisognava essere presenti in quei luoghi per portare la pace e la libertà al popolo afgano.
Questa é la storia che per anni é stata raccontata ai militari in missione e ai loro parenti che troppo spesso vedevano tornare i propri cari in una bara.
Bisognava fermare il terrorismo, i talebani, che avrebbero potuto portare una seria minaccia anche all’Europa e agli Stati Uniti.
Questo sino a che le truppe si sono ritirate, sino a che la difesa del paese é tornata pienamente delle autorità locali, militari e di polizia.
Adesso tutto sta per tornare come prima che venissero mandate le truppe. I talebani che riprendono il controllo di vaste zone del paese, la gente locale che non può nulla per opporsi ed una condizione di guerriglia totale che può solo portare al disastro umanitario.
Ora ci si domanda un pò tutti: a cosa é servito? A cosa sono serviti tutti quei morti? Perché abbiamo sentito la necessità di intervenire, rimetterci vite umane per una causa che non ci apparteneva nemmeno direttamente per poi tirarci indietro e lasciare che tutto torni esattamente come prima?
Era prevedibile, il ritorno del controllo talebano in molte zone dell’Afghanistan. Era prevedibile che il passaggio di consegne avrebbe avuto ripercussioni pesanti.
Ma se tutto questo era prevedibile, perché tanti anni fa abbiamo deciso di intervenire?
In questo modo si rischia che l’Afghanistan possa tornare a fare da culla al terrorismo islamico, che possa dar vita a nuove forme di terrorismo se necessario.
Il rischio é molto alto e nel rispetto di tutti quei giovani morti per difendere qualche ideologia di pace, sarebbe bello se qualcuno potesse raccontarci la verità e se qualcuno si prendesse la responsabilità di rispondere alle nostre domande, che sono poi quelle di tutti.
E’ vero, l’Afghanistan é un posto ben lontano da noi, potremmo anche fare finta di non vedere e non sapere… ma se lo facciamo oggi manchiamo di rispetto a tutti coloro che hanno perso la vita in quei posti.

Written by andrea montelli

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