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Il paradiso delle isole indonesiane deserte a causa della pandemia

editoriale italiano

La pandemia di coronavirus ha chiuso quasi tutti i resort e i ristoranti delle isole Gili, in Indonesia, famose per le loro acque turchesi, le spiagge sabbiose e la variegata vita marina.
Situato vicino a Bali, il turismo e l’economia locale erano in forte espansione, con circa 1.500 visitatori stranieri che visitavano Trawangan ogni giorno.
Ma quando le autorità hanno imposto per la prima volta un blocco del virus a livello nazionale nel marzo 2020 e poi hanno chiuso le frontiere ai viaggiatori internazionali, in pochi sono riusciti a resistere.
Le tre isole Gili — Trawangan, Meno e Air — dipendono da tempo dai viaggiatori stranieri. Secondo Lalu Kusnawan, il presidente della Gili Hotel Association che gestisce un resort a Trawangan, ci sono circa 800 hotel con 7.000 camere, ma solo tra le 20 e le 30 strutture rimangono aperte.
Negozi, bar, caffè, ristoranti sono tutti vuoti, alcuni in vendita, altri abbandonati del tutto. Polvere e ragnatele si accumulano su lunghi tavoli e sedie inutilizzati.
In alcune situazione sembra di assistere a scene da film apocalittici, dove hotel di lusso hanno intere aree abbandonate e lasciate incustodite.
Tutti in attesa di quel cambiamento che si pensava poteva arrivare con le vaccinazioni, prima che la nuova variante rimettesse tutto in discussione.
Ormai anche i più fiduciosi cominciano a dubitare che la situazione possa risolversi entro breve tempo. Ormai in molti pensano proprio a lasciare questo angolo di paradiso, alla ricerca di lavoro e opportunità.

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