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Il governo inglese é quello che pone meno sanzioni ai russi

editoriale italiano

Durante la pandemia in piena emergenza il governo inglese fu il primo ad opporsi in maniera netta alla Superlega proposta da Agnelli a cui alcuni tra i principali club inglesi avevano già aderito. Al di là delle manifestazioni dei tifosi era sceso in campo proprio il governo promettendo ripercussioni finanziarie su chiunque avesse appoggiato il progetto Superlega. Si trattava di sport, non di politica e tanto meno di guerra, ma la vicinanza del governo al sistema calcio e al popolo inglese era stata ben rimarcata persino da Boris Johnson in prima persona.
Nulla a che vedere certo con una guerra che poi alla fine é stata un’invasione barbarica e vigliacca ai danni del popolo ucraino. Però proprio per la situazione creatasi negli ultimi 11 giorni, come mai il governo inglese fatica a prendere le distanze dal governo russo e da Putin? Come mai il Regno Unito é tra coloro che hanno imposto meno sanzioni ai russi ed agli investitori, che alcuni chiamano faccendieri o oligarchi russi? Volete davvero farci credere che la Superlega aveva un peso maggiore del genocidio che sta avvenendo in Ucraina dove quotidianamente le truppe russe sparano ai civili, bambini compresi?
Per quanto i soldi di Abramovich siano passati dalla proprietà diretta ad una fittizia attraverso una fondazione definita benefica, i soldi che stipendiano i giocatori del Chelsea provengono sempre dalla stessa fonte.
Come mai si fatica a fare chiarezza e dare precise connotazioni alle cose e alle persone?
Come mai l’Inghilterra ha paura a porre sanzioni alla Russia? Perché i soldi russi investiti nel paese sono enormi? Lo sappiamo tutti, ma sarebbe bello avere spiegazioni.
Altrimenti si pongono le base per dissentire e dubitare dell’operato del governo inglese. Non esistono vie di mezzo o mezzi termini. L’invasione dell’Ucraina é un atto barbarico e meschino messo in atto da un dittatore che ha perso il contato con la realtà. Tutti noi abbiamo il dovere morale di prendere posizione e decidere da che parte stare. Non possiamo permetterci di non avere un’opinione. Se poi la nostra idea é di condanna totale, perché dobbiamo porci dei limiti nel definire l’invasione un’ingiustizia da condannare immediatamente di fronte ad un tribunale internazionale?

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Written by Matteo Tinelli

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