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In Italia si ridefinisce il termine pericolo

editoriale italiano

La situazione epidemiologica degli ultimi giorni ha richiesto e sta richiedendo un’attenta valutazione delle condizioni e delle soluzioni attuabili in termini di riduzione del rischio di contagio da covid e di tutela per i nostri figli.
La situazione politica invece tende a dare un’interpretazione personalizzata della reale situazione del paese.
Il Governo garantisce che dal 10 gennaio tutti possono tornare a scuola in sicurezza e che le condizioni necessarie a definire la stessa sicurezza ai livelli adeguati saranno mantenute.
Il punto é che tali situazioni venivano a mancare già al mese di dicembre quando i casi di covid erano in aumento e nemmeno si avvicinavano ai numeri attuali. Dunque ci si domanda, ma se a dicembre i sistemi di tracciamento e di gestione dei contagi erano in tilt, come possono garantirci la sicurezza necessaria oggi che questi numeri sono triplicati? Soprattutto, come possono farlo in proiezione futura dove le previsioni garantiscono, in questo caso in maniera affidabile e scientifica, un’impennata drammatica dei contagi per le prossime 3 settimane?
Dunque quello che questo governo ritiene garanzia di sicurezza, per noi ha una definizione differente, o almeno un parametro differente.
Il gioco dello scarica barile tipicamente istituzionale non può non tenere in considerazione la realtà attuale. I sindaci che rimbalzano la responsabilità al governo e viceversa, con le ASL che non possono garantire quella sicurezza che il governo finge di poter garantire.
Ecco perché l’idea di pericolo é alquanto soggettiva, con la differenza che poi il problema diventerebbe inevitabilmente ingestibile dagli operatori sanitari e dalle stesse ASL locali.
Va presa una decisione razionale, nella consapevolezza che la situazione sta per crollare in maniera pesante.
Ad oggi il rischio di un aumento vertiginoso dei contagi é un dato di fatto. Ci aspettano 3 settimane di fuoco a dir poco drammatiche. Se riapriamo le scuole questa situazione potrebbe diventare drammaticamente irreversibile. Ciò significa che faticheremo a rialzarci. Non rinviare la riapertura delle scuole nonostante i dati che ci arrivano significa sottovalutare la situazione. Significa non voler vedere politicamente una situazione di emergenza nazionale grave. Significa non operare nel bene del popolo italiano. Significa non avere il contatto con una realtà che faticava già a dicembre a tenere il passo ed oggi é in preda al panico.

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Written by Marianna Longoni

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