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Calcio ipocrita

editoriale italiano

Che bello veder giocare il Manchester City di Guardiola e che bello il Chelsea di Tuchel visto ieri sera. Peccato che alla fine quelle dimostrazioni e anche quelle esternazioni esasperate che hanno seguito l’annuncio della Superlega siano finite nel nulla assoluto.
In troppe occasioni a parlare non é stata la consapevolezza di conoscere la situazione e l’argomento, ma a parlare é stato l’attaccamento al proprio posto di lavoro e non al proprio lavoro. In finale di Champions ci vanno due squadre che da sole hanno il capitale di tutta la serie A italiana e muovono il doppio di soldi di tutto il sistema calcio italiano.
In finale di Champions ci vanno i soldi di Abramovich e quelli degli Emirati Arabi. Non ci vanno i più poveri, ci vanno i colossi con alle spalle investimenti che da soli metterebbero ordine ai conti economici del sistema calcio intero.
Lo abbiamo capito, l’ipocrisia di chi si é lamentato della Superlega perché lasciato fuori é andata a braccetto con l’ipocrisia di coloro, attori diretti di questo spettacolo meraviglioso che é il calcio, che hanno messo di mezzo i sogni, le stesse possibilità per tutti, l’ideologia popolare che tutti possono arrivare in finale di Champions.
Al momento questa tendenza di pensiero é fallita così come é fallita la Superlega, con la differenza che in finale di Champions ci é arrivato un gran bel calcio é vero, ma pagato fior di milioni al minuto.
Ora se mi trovate lo spazio per i sogni in tutto questo fatecelo sapere, noi ci vediamo società, investimenti enormi e montagne di soldi, ma potrebbe essere che ci stiamo sbagliando.

Written by Matteo Tinelli

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