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Ghostbusters: Legacy, la recensione

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Se siete anche voi tra coloro che non erano andati a vederlo al cinema perché pensavate al solito rifacimento cinematografico… ebbene é giusto che sappiate che ci siamo sbagliati tutti.
L’occasione oggi ci viene offerta in televisione, a pagamento, ma possiamo garantirvi che non é da perdere.
Ghostbusters: Legacy non é il solito remake, non é la solita minestra riscaldata a cui troppo spesso Hollywood ci ha abituato negli anni.
E’ un film che cattura la nostra attenzione con salti generazionali che alla fine non si sentono nemmeno: Si viaggia indietro nel tempo e si ritorna ai giorni nostri con una tale semplicità da non infastidire lo spettatore. La nuova generazione di Ghostbusters é ormai ufficialmente arrivata, ma quanto é stato bello, quasi da brividi, rivedere i vecchi protagonisti indossare ancora una volta le tute da cacciatori di fantasmi.
Quanto é stato emozionante aver inteso un seguito tra i primi film e questo.
Sembra quasi che tutti quanti si finisca col pensare che tutto ha un senso e soprattutto un seguito.
Così ecco i nuovi volti di giovani intraprendenti e coraggiosi che prendono la scena, sotto l’ala protettrice di Paul Rudd che interpreta il professor Grooberson, per ricevere l’eredità di mostri sacri come Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis ed Ernie Hudson.
Una sceneggiatura di livello, con un’idea di effetti speciali che non passa il limite rendendo banale il risultato finale, ma si accontenta di colpire la nostra attenzione senza esagerare.
Il tutto messo insieme da un montaggio di qualità, per dar vita ad un prodotto cinematografico che merita decisamente tutte le attenzioni del caso.
Un film da vedere, a pagamento, senza attendere che possa diventare gratuito, perché certe cose nella vita meritano di essere vissute subito e questa, per gli appassionati di cinema, é una di quelle.

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