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Draghi e le conferenze stampa lasciate agli altri

editoriale italiano

Ieri in occasione della presentazione del nuovo dpcm si sono presentati tutti, tranne il presidente Draghi.
Ha lasciato il palco agli esperti che potessero rispondere alle domande nel modo migliore oltre che presentare alcune delle nuove misure o dei nuovi adeguamenti.
Tutti lo hanno letto come un “c’é tanto da fare, voi pensate alla stampa che io vado avanti a lavorare” oltre ad un “non ho bisogno delle luci dei riflettori, non me ne faccio nulla, ho un lavoro da svolgere e devo cercare di farlo nel miglior modo possibile”.
In fondo questo rispecchia decisamente il modo di fare del presidente del consiglio, é sempre stata una persona dedita al lavoro, che non ha mai puntato ad autostimarsi e nemmeno a commiserarsi di fronte alle telecamere. Un uomo pratico, che fa della praticità e del lavoro la sua più valida qualità.
Non ha bisogno di fare l’uomo politico alla guida di un paese, ha bisogno di fare il suo lavoro come probabilmente nessun uomo politico prima di lui ha saputo fare. Alla fine non importa che si faccia meglio o peggio di prima, ma importa che si porti a termine il lavoro da fare. Gli italiani si aspettano questo, senza proclami, senza conferenze stampa che diventavano troppo spesso propagande politiche che dividevano il paese invece di unirlo.
E’ iniziata la fase Draghi e questo é solo l’inizio, impareremo a capire i suoi metodi molto presto, dove la praticità spazzerà via la propaganda. Abbiamo bisogno di fatti non di politica in questo momento. Gli stessi tecnici, gli esperti devono fare il loro lavoro per permettere di prendere decisioni opportune, nessuno deve mettersi a fare politica in questo momento.

Written by Giuseppe Galli

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