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L’Europa rischia di restare indietro con le vaccinazioni

editoriale italiano

E’ naturale che ci si guardi in giro in questa fase di pandemia globale. Non é vero che l’erba del vicino é sempre più verde, ma a guardare gli altri qualche dubbio viene. In Inghilterra, nonostante il panico di inizio anno e i numeri da capogiro di nuovi contagi giornalieri, la curva ha cominciato a scendere ed il numero di vaccinazioni ora si é fatto decisamente consistente.
In America stessa storia. Dopo mesi di numeri impressionanti comincia a livellarsi il numero dei nuovi contagi e soprattutto la nuova amministrazione Biden sta segnando un accordo dopo l’altro per garantire un vaccino ad ogni americano entro il mese di maggio. Una sfida quasi impossibile, soprattutto vista da noi europei che stimiamo di poter vaccinare tutti entro ottobre o novembre ad andar bene…
Ecco la situazione, a parte i paesi più poveri al mondo l’Europa é indietro, notevolmente indietro nel numero di vaccini e di forniture garantite e da garantire.
Inutile parlare di errori di calcolo o problemi nella produzione. Si sta parlando di forniture aziendali che come sempre hanno un margine d’errore quando si sottoscrivono contratti di questo genere e di queste entità.
Si considera sempre un margine percentuale su cui regolarsi. Fa parte di qualsiasi contratto di fornitura, ecco perché le scuse e le giustificazioni non servono a nessuno.
L’Europa é rimasta indietro e non poco, va cambiato passo e vanno probabilmente sostituite le persone che si occupano di queste situazioni logistiche.

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