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Il Governo che nessuno ha chiesto

editoriale italiano

In un paese democratico il popolo ha la libertà di poter esprimere il proprio parere in merito a chi dovrebbe sedersi ai tavoli di comando al governo.
Possono capitare spesso riassestamenti e perfezionamenti di condotta. Ma non possono e non devono capitare cambi di direzione netti e contrari persino a quanto promesso agli elettori.
Dunque, motivo in più se si basa una campagna elettorale orientata a colpire alcuni soggetti e le loro idee politiche e poi si cerca con gli stessi un accordo pur di mantenere la maggioranza al governo.
Non ci siamo, in questo modo raccontiamo ai nostri figli delle favole in cui nemmeno noi crediamo più. In questo modo veniamo meno nel rispetto di quella democrazia per la quale i nostri nonni e bisnonni sono morti nel difenderla.
In questo modo meglio fare un passo indietro, lasciare che l’elettorato possa votare nuovamente e piuttosto accettare di far parte di un’opposizione sana piuttosto che di una maggioranza malsana.
Anche perché prima si mandano online verifiche di condotta del governo Renzi e di tutti i componenti della sua squadra, poi si accetta un dialogo con lui ed il suo 2% nazionale. Poi si accettano compromessi e prese di posizione. Ora manca solo il tassello finale, quello di mettere Maria Elena Boschi a capo di un Ministero e magari, nemmeno a dirlo, quello dell’Economia.
Con tutto il rispetto per il Ministro Boschi, che insieme a Renzi evidentemente hanno saputo rendere il loro 2% più forte di partiti che hanno il 20% dell’elettorato dalla loro parte, ma non sarebbe coerente con il volere degli elettori.
Sarebbe l’ennesimo assestamento ed in questo caso anche particolarmente irriverente.
Che poi Renzi e Boschi possano essere assegnati a nuove posizioni di governo nessuno lo vieta, nonostante il 2%, ma almeno che siano gli elettori a deciderlo, perché questa carambola di assestamenti non fa bene proprio a quella democrazia che tutti proclamano in parlamento.
E’ arrivato il momento di dimostrare coerenza, ad ogni costo, sapendo di poter perdere la sedia della maggioranza e di dover tornare all’opposizione, é giusto che sia l’italiano a scegliere.

Written by Paolo Rizzi

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