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Don’t Look Up, la recensione

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Con un cast stellare che include i nomi di Leonardo Di Caprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Cate Blanchett, passando per Jonah Hill e Tyler Perry e senza dimenticare Ron Perlman e Ariana Grande, si aspettavano tutti il film dell’anno o forse anche del decennio.
Scritto e diretto da Adam McKay, proiettato sugli schermi casalinghi grazie a Netflix, l’attesa aveva generato in tutti noi aspettative enormi. Così, come sempre accade quando le aspettative sono esagerate, alla fine non é stato un flop, ma un semplice botto di capodanno generato soprattutto dai nomi del cast che non proprio dalla storia stessa.
Un film apocalittico irriverente, che si fa beffa della politica, che mischia poco sapientemente momenti divertenti a passaggi troppo realistici. Una drammaticità in alcuni passaggi persino fastidiosa. In questo modo ne esce un film di protesta, un film documentario su come potremmo e non dovremmo reagire in caso di un’ennesima estinzione di massa.


Un film da vedere se non altro per il messaggio che vuole trasmettere, ma da iniziare e finire con le medesime aspettative che vi suggeriamo di non tenere troppo alte.
Nel voler dare un giudizio un film da gustare restando sempre a distanza di sicurezza per evitare di essere contagiati da una banalità irriverente.
In una scala di giudizio da 1 a 5 diciamo che la lista del cast mantiene il prodotto almeno sul 2. Pensando al cast, agli investimenti fatti ed alle spese sostenute per produrre questa pellicola (perché ci piace chiamarla ancora così), non raggiunge nemmeno la sufficienza, ma come sempre rimane un parere soggettivo che probabilmente non ha ben inteso il messaggio intrinseco di McKay.

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