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Quando il telecronista Rai non vede il rigore per l’Italia

editoriale italiano

Ci sono cose che é bello vedere che non cambiano con il tempo. Ce ne sono altre invece che da tempo non si capisce perché non siano state cambiate.
E’ il caso della Rai, non tanto nel singolo caso specifico, ma nella totalità dell’operato. Nessuno vuole fare i paragoni, ma la concorrenza serve proprio a stimolare la qualità e a migliorare il servizio. Questo vale per qualsiasi azienda tranne che per la Rai. Non avere la necessità di dover far quadrare i conti, di dover alzare il livello qualitativo, il prodotto Rai é rimasto negli anni su di un livello stabile che lo colloca vicino al minimo indispensabile giusto per garantirsi lo stipendio.
Non vanno fatti paragoni, ma assistere ad una telecronaca Rai di una partita di calcio fa venire il latte alle ginocchia. Un modo di fare telecronaca vecchio, lento, incapace e impreparato che alla fine ci mette circa 1 minuto per capire che é stato assegnato un rigore per l’Italia… ma sarà colpa anche questo della regia lituana.
Nessuno dice di raggiungere il livello di Sky o Dazn, ma si rischia di creare un effetto soporifero nel telespettatore che a lungo e breve andare stanca davvero tanto, al punto in cui si deve togliere l’audio o addirittura non guardare la partita. In previsione Europei e Mondiali, sarebbe bello se in Rai cominciassero a correre ai ripari alzando il livello qualitativo.

Written by Davide Foschi

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