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Almeno 18 morti a Myanmar per le manifestazioni pacifiche

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La polizia del Myanmar ha sparato domenica contro i manifestanti in tutto il paese nel giorno più sanguinoso che ha seguito settimane di manifestazioni continue contro un colpo di stato militare. Almeno 18 persone sono state uccise, ha detto l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma si teme che il numero possa essere di gran lunga più grande.
La polizia è intervenuta per dissuadere ed ha aperto il fuoco in diverse parti del paese. Sono state lanciate granate assordanti, gas lacrimogeni e colpi in aria che non sono riusciti a disperdere la folla.
Diverse persone ferite sono state portate via da altri manifestanti. Un uomo è morto dopo essere stato portato in un ospedale con una pallottola al petto, ha detto un medico che ha chiesto di non essere identificato.
“La polizia e le forze militari hanno affrontato manifestazioni pacifiche, usando una forza letale, secondo informazioni credibili ricevute dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite. La reazione eccessiva della polizia e dell’esercito ha provocato almeno 18 morti e oltre 30 feriti”.
“L’uso della forza letale contro manifestanti non violenti non è mai giustificabile in base alle norme internazionali sui diritti umani” hanno aggiunto dalle Nazioni Unite.

Written by Thomas Longhi

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