Ha messo in piedi una bella storia, peccato fosse inventata di sana pianta. Ora i media le “gridano” di vergognarsi, ma quando lei ha gridato al lupo al lupo tutti se la sono bevuta la notizia e probabilmente se la sono anche gustata.
Perché non era una notizia come le altre, ma l’ennesima riprova dell’odio tra il neo eletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i musulmani.


Così, la studentessa del Baruch College Yasmin Seweid non é stata la vittima di un crimine di sfondo religioso o razziale.
Si é inventata tutto.
E per farlo ha reso vittime molte altre persone.
Aveva raccontato di essere stata aggredita per il suo hijab al grido di “Trump” da un uomo a New York mentre altre persone osservavano senza intervenire e proteggerla.
Così il New York Police Department ha cominciato a rintracciare testimoni, nessuno. Allora ha rintracciato video di sorveglianza, nessuna evidenza di aggressione verbale o fisica.
Con il passare dei giorni prendeva sempre più piede l’imbarazzante verità del falso.
Yasmin Seweid si é dimostrata cinica, manipolatrice, senza il minimo rimpianto e non curante che avrebbe potuto mettere nei guai anche degli innocenti.
Oggi alla polizia racconta che ha problemi in famiglia, si sente a volte anche depressa, ma a 18 anni si é grandi abbastanza per sapere quando si passa il limite, quello del rispetto verso gli altri.
La stampa internazionale la sta colpendo in ogni modo perché nel falso ci Yasmin ci hanno messo anche un pò del loro, accaparrandosi una notizia troppo gustosa in questo periodo storico in America, senza fregarsene di verificare la fonte, ma solo di anticipare i concorrenti nazionali.

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