E’ inutile negarlo. E’ sbagliato non darne la giusta importanza. Perché quanto é accaduto ieri durante la partita tra Inter e Napoli a San Siro puzza di vecchio e di ignoranza da far venire la pelle d’oca.
Il giocatore di colore del Napoli, Kalidou Koulibaly é stato bersaglio di un folto numero di razzisti o presunti tali che lo hanno insultato per buona parte della partita.
Non pensate nemmeno di restare indifferenti, altrimenti il razzismo prende forza con l’indifferenza.
E’ arrivato il momento di affrontare il problema e di farlo in maniera decisa.
Vanno bene gli annunci dello speaker allo stadio, 1 al massimo 2 e poi si passa a sospendere la partita. Se questo non bastasse si dovrebbe poter andare oltre.
Il razzismo c’é ancora in Italia e a giudicare dai cori di ieri sera non erano solo una decina di persone.
Povera gente, immersa in qualche bicchiere di troppo di ignoranza se non addirittura in qualche pasticca sbagliata o dose eccessiva.
Ieri la nebbia delle pianura padana ha riportato a San Siro una partita degli anni passati, in cui i ragazzi come Koulibaly venivano chiamati “negri” e considerati come schiavi.
Oggi il colore della pelle deve essere integrato nella cultura dei ragazzini sin dalle scuole elementari e dall’asilo.
Il razzismo deve morire, teniamolo lontano dagli stadi di calcio, lontano dallo sport, lontano dalle persone che sanno che il colore della pelle non ha alcuna importanza.
Milano ha rattristato molti ieri sera, interisti e non. Milano ha toccato il fondo con i cori razzisti come mai prima d’ora.
Bisogna prendere dei provvedimenti.
Basterebbe inquadrare ed individuare gli artefici, farne una lista e lasciarli fuori da uno stadio per qualche anno lasciando il nome ed il cognome ben in evidenza online in una lista “nera” di presunti razzisti.
Vanno presi provvedimenti importanti, subito, adesso, affinché la nebbia razzista di Milano se ne vada per sempre.

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