Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord é stato dichiarato colpevole di “appropriazione di denaro dalle casse del partito proveniente direttamente dalle casse dello Stato”, tradotto: dai contribuenti italiani, non solo dagli appassionati di magliette verdi del carroccio.
L’uomo che sbraitava nelle piazze 30 anni fa contro i ladroni di Roma ha messo parecchie volte negli anni le mani in tasca al suo stesso partito riprendendosi una buona fetta della Roma ladrona che tanto criticava nelle piazze.
Andava in piazza e sbraitava contro le ingiustizie i ladroni romani, i terroni e la mafia e mentre lo faceva si alleava con pregiudicati, imprenditori mafiosi o legati alla mafia mettendo le mani nelle tasche degli italiani indirettamente a vantaggio suo e della sua famiglia.
Uno degli esponenti politici più influenti ed importanti della fine del secolo scorso é diventato tra i peggiori miserabili della storia del nostro Paese.
Tutto é finito in un grande fumo, tutto bruciato, valori e doveri di un partito politico nato dal nulla e che proprio dal nulla aveva creato il suo impero.
La fame di soldi e di potere ha preso però la mano anche di Umberto Bossi rendendolo un uomo solo, misero e privato di qualsiasi onore.
La sola speranza é che il conteggio di quanto é stato sottratto sia il più possibile verificato e confermato al fine di poterne richiederne indietro sino all’ultimo euro con gli interessi, da mettere su un fondo nazionale a vantaggio delle persone con gravi difficoltà economiche.
Non importa quali saranno le conseguenze per l’ex leader del Carroccio, a nessuno importa più nulla dell’uomo forse più miserabile della storia politica italiana.

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