In tutto il mondo un passaggio alla fase successiva di una competizione come la Champions League (peraltro la coppa più prestigiosa), sarebbe festeggiato come un evento ed una situazione di prestigio internazionale.
In Italia invece é diverso e a Roma lo é ancor di più.
La Roma ieri sera ha perso contro il Real Madrid 0-2, ma alla fine la qualificazione é arrivata.
Con un secondo posto certo, ma poco importa per le casse della società che riceverà una bella somma dalla UEFA per la qualificazione, somma che potrà reinvestire in nuovi giocatori o nuovi dirigenti.
Alla fine dunque siamo il primo ed unico paese al mondo a contestare un allenatore che ha raggiunto la fase successiva della coppa con una giornata di anticipo.
Ora é tutta colpa dell’allenatore. Di Francesco, guarda caso, lo stesso allenatore della straordinaria Champions dell’anno scorso della Roma, ha sbagliato tutto e sta sbagliando tutto…
Solo lui il capro espiatorio. Tipicamente italiano.
Ora, a dirla tutta, Di Francesco allena una buona squadra, con buoni giocatori, ma ben lontana dagli investimenti dei colossi europei. Ben lontana dai migliori giocatori al mondo.
Siamo più al livello di buoni giocatori che se tirano fuori grinta e voglia di lottare e sacrificarsi possono ottenere ottimi risultati perché di qualità ne hanno e da vendere.
Ma non ci sono nomi da prime 4 squadre in Europa, non ci sono.
Dunque Di Francesco sta mettendo insieme i pezzi di una squadra buona che se però non capisce di metterci il cuore in campo, fatica e non poco a farsi strada.
Ma da questo punto al passare a dare sempre e solo la colpa all’allenatore, di strada e passa.
Allenare a Roma non é facile questo lo sappiamo.
Forse questo dovrebbe far capire quanto il passaggio del turno con una rosa che ha qualche problema, sia stato un fatto da sottolineare, non da condannare.
Perdonate se la vediamo in modo diametralmente opposto agli altri.

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