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La scorsa notte Trump ha sferrato il primo attacco. Mirato, ma pur sempre un attacco. Sono stati presi di mira depositi di armi chimiche, un centro di comando ed uno di ricerca.
Sono state evitate le basi russe e qualsiasi altra cosa che possa essere considerata “civile”.
Così le bombe di nuova generazione sono arrivate a destinazione, almeno in parte.
Le bombe annunciate, perché adesso le guerre si fanno così. Dopo una settimana dagli attacchi con gas chimici a Douma, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si sono alleate in questa ennesima operazione punitiva.
“Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano”, ha detto Trump in diretta televisiva alle 9 da Washington.
Il punto é che Assad non resterà a guardare e a giudicare gli interessi russi nel Paese, c’é una forte probabilità che nemmeno i russi se ne staranno seduti ad assistere ai bombardamenti.
Nel frattempo oltre 50 televisioni da tutto il mondo hanno ottenuto gli accrediti per documentare le fasi della guerra.
Perché queste sono le guerre di nuova generazione.
Quelle che senza TV e social networks non se ne fa niente.
I russi promettono risposte immediate nella piena consapevolezza che stanno proteggendo Assad, la sua dittatura e le sue armi chimiche.

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