Una storia degna del migliore thriller dei nostri tempi. Un lavoro di servizi segreti veloce e invisibile che ha funzionato alla perfezione. Per quanto resti un giallo la morte di Kim Chol, fratellastro di Kim Jong-un, la storia prende i connotati di un vero racconto d’altri tempi.
In breve, Kim Chol viene trovato morto all’aeroporto di Kuala Lampur. Gli avrebbero spruzzato addosso una sostanza altamente velenosa.
Viene confermato che a ucciderlo sono state due donne non identificate ma per le quali é stato dato per scontato che lavorassero per i servizi segreti nordcoreani. Le donne erano fuggite a bordo di un taxi.
Questa mattina la notizia del ritrovamento delle donne uccise.

Tutto era accaduto velocemente ieri. Sembra dal racconto dei testimoni che Kim si sia presentato ad uno sportello delle parteze ieri mattina lamentando giramenti di testa e raccontando che qualcuno gli aveva spruzzato contro qualosa poco prima. Una volta portato in infermeria le sue condizioni si sono aggravate e ne é stato deciso il ricovero immediato.
Una forte crisi sopravvenuta durante il trasporto in ospedale ne ha causato il decesso.
Ora tutti si domandano se le due donne siano state uccise e da chi, ma soprattutto se si sono tolte la vita da sole.
Come parte di un piano degno dei servizi segreti.

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