Perché alla fine, nessuno di noi lo avrebbe mai voluto. Uno dei più grandi talenti naturali del calcio nazionale se non forse il più grande in assoluto del calcio moderno é cresciuto di colpo ieri pomeriggio allo Stadio Olimpico di Roma. E’ diventato uomo e ha deciso di smettere di tirare calci ad un pallone con la maglia della Roma.
Si perché alla fine sino all’ultimo minuto di partita, sino all’ultimo fiato corto ti senti sempre un ragazzino finche ti lasciano tirare calci a quel pallone. Lo stesso ragazzo che 25 anni prima aveva cominciato la sua straordinaria carriera ieri ha commosso il mondo sportivo intero.
Il calcio non ti cambia, lo fa la vita. Ti prende per mano in una fredda giornata d’utunno e ti mette a sedere su di una panchina a guardare i pischelli che provano ad imitarti illusi che il talento é qualcosa che si può apprendere.
Il calcio ieri ha perso un protagonista importante. L’uomo Francesco Totti invece ha vinto, almeno per questa volta, la sua sfida con i tempo. Un ragazzino di 40 anni si é tolto le scarpe e nel nome del calcio e nel nome dello sport ha salutato tutti.
Le braccia al cielo a reclamare quel posto che solo gli dei possono permettersi, le lacrime agli occhi a ricordarci che solo gli uomini veri sanno dare importanza alle lacrime. L’abbraccio della moglie e dei figli in un turbinio di emozioni talmente forti, che hanno travolto gli sportivi di tutto il mondo.

 

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