La solita Italia egoista e indifferente alla vergogna. La solita storia delle poltrone del potere che in Italia fanno dimenticare il senso del dovere e soprattutto quell’idea di orgoglio che ha fatto e continua a fare grande questo Paese tra le persone dei ceti più umili.
Perché l’umiltà é considerata un virus nel mondo del calcio dove si strappano contratti da milioni per giocatori mediocri che non meriterebbero forse nemmeno la serie B.
Se poi si pensa di trovare umiltà e dignità in ambito dirigenziale allora ci si perde nei meandri della politica sportiva che non ha nulla da invidiare alla politica vera e propria e che per anni ha foraggiato una serie di incapaci ed incompetenti che sono sotto gli occhi di tutti ma che nessuno della stampa poteva permettersi di criticare sino al giorno prima della disfatta di S.Siro.
L’ipocrisia, la falsità, l’arroganza non appartengono solo ad alcuni giocatori, ma arrivano dall’alto, dalla dirigenza incapace persino di assumersi le responsabilità più ovvie.
Abbiamo sentito di tutto in questi giorni, ma nessuno che si sia alzato dalla sedia dicendo “ho sbagliato é giusto che me ne vada…”. Nessuno ha avuto le palle per prendersi le proprie responsabilità. Le stesse palle che hanno con i loro procuratori quando firmano contratti milionari e poi davanti alle telecamere dicono che lo hanno fatto soprattutto per la maglia…
E’ il momento di cambiare, per quanto un allenatore tra i peggiori di sempre non si sia dimesso solo per non rimetterci lo stipendio dei prossimi mesi ed un dirigente come Tavecchio si sia intromesso cercando di confondere le idee dei tifosi con una caccia alle streghe che solo lui ha deciso di intraprendere.
La vergogna non conosce la strada della Federcalcio e questo fa più male dell’eliminazione dai mondiali.

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