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Il capitano della Nigeria, John Obi Mikel ha giocato contro l’Argentina di Messi pochi giorni fa, solo qualche ora dopo che il padre era stato rapito in Nigeria.
L’ex Chelsea, 31 anni, ha tenuto tutto nascosto anche perché avevano minacciato di uccidere il padre se avesse parlato.
Nel frattempo aveva ricevuto una richiesta di 25 mila euro circa per il riscatto.
Pa Michael Obi stava andando ad un funerale in una zona a sud della Nigeria, quando un gruppo di malviventi lo hanno fermato e rapito, come fosse tutto ben organizzato.
Ci sono voluti giorni, ma alla fine la polizia lo ha tratto in salvo ieri dopo uno scontro a fuoco e il padre del giocatore é stato portato d’urgenza in ospedale. Non sarebbe in pericolo di vita ma ha diverse ferite causate anche da atti di tortura.
Solo dopo la liberazione la storia é stata confermata e raccontata dallo stesso Mikel che non aveva confidato del rapimento nemmeno all’allenatore e agli amici più cari perché gli avevano detto che se lo avesse fatto suo padre sarebbe stato ucciso all’istante.
Poi ci ha pensato bene prima di scendere in campo, ma ha pensato anche ai milioni di nigeriani che credevano in lui e confidavano di vederlo giocare. Così ha trovato il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle e giocare la partita contro l’Argentina.
Purtroppo la storia si ripete perché questa é la seconda volta che suo padre viene rapito e viene chiesto un riscatto in cambio. La volta scorsa era il 2011.

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