Ma che male c’é a dire la frase magica: “lo faccio solo per soldi”. Oltre a non vederci nulla di male non ci vediamo nulla di illogico. Oggigiorno fare il calciatore é come gestire un’azienda, parlare di milioni di euro netti per una sola stagione significa avere il diritto morale di dover imparare a gestire le proprie parole, cosa che a molti mercenari sportivi manca purtroppo.
Come in tutte le aziende al di sopra di un certo budget anche per i calciatori ci sono i suggeritori da dietro le quinte, definiti ufficio stampa. Coloro che scrivono letteralmente quello che i loro clienti devono dire. Coloro che si occupano di immagine e di come questa immagine viene presentata ad un pubblico mai sazio di queste banalità.
Dani Alves, un talento calcistico perso nell’ipocrisia delle sue stesse parole. Un mercenario che viaggia per il mondo mettendo a disposizione il proprio talento per soldi, solo per soldi.
Niente di male in questo, niente di male nelle parole da comunicato stampa, fanno parte del gioco.
Infastidisce invece la necessità di parlarne, di un calciatore di 34 anni che in ogni grande club europeo farebbe panchina per il 70% della stagione, dunque un costo enorme per poche garanzie.
Dunque un bene per il calcio italiano che se ne sia andato oltralpe dai cugini francesi, in un campionato ben più basso di livello, dopo che lo stesso amico Guardiola non gli aveva garantito la maglia da titolare.
Così, un giocatore alla fine della carriera che pensa solo a riempire il conto in banca.
Cosa c’é di male in questo? Niente diciamo noi, solo il fatto di doverne parlare come una notizia importante diventa fastidioso.
Infastidisce dare peso alle parole di un mercenario dello sport. Merita rispetto, ma non attenzione.

About The Author

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Skip to toolbar