Per mano e su richiesta del Gico della Guardia di Finanza, questa mattina sono state sequestrate polizze vita a Gianfranco Fini per un valore di 1 milione di euro.
La disposizione é partita dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, a seguito delle indagini che coprono vari reati commessi durante la “relazione” affaristica tra Fini e moglie con il re dei videopoker Corallo.
Per quanto da prima pagina la notizia lascia nell’indifferenza totale gli italiani di oggi, quelli che non ascoltano più le notizie solamente ma le verificano. Notizie di questo genere ne arrivano ogni giorno se non filtrate e nascoste dalla stampa che favoreggia o meno un uomo politico piuttosto di un altro.
Dunque nulla di nuovo, solo un aggiornamento in merito alla vicenda.
Peccato per Fini che si era definito un “coglione ma non un disonesto”. Ora sarebbe da definire meglio la parola disonesto perché alla fine se la procura di Roma sa dare motivazioni e prove in merito, l’appropriazione del termine disonesto, molto indicata per l’ambito politico, deve essere esaminata e spiegata meglio a Gianfranco Fini.

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