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Ma perché una frase estrapolata da un contesto ben più ampio deve per forza essere ripresa e rimodellata a proprio interesse?
Questo ha fatto l’informazione in Italia negli ultimi 60 anni e questo continuano a fare ancora oggi buona parte dei quotidiani nazionali.
Comprensibile? Fino a un certo punto.
L’informazione in questo paese é stata manipolata per mantenerne il controllo, con il benestare di un organo di controllo chiamato ordine dei giornalisti, che per decenni ha voluto che la situazione restasse tale.
Con il passare degli anni il web ha sempre più ridicolizzato la maggior parte delle notizie pubblicate sui principali quotidiani nazionali, IL FOGLIO compreso e quando dico la maggior parte mi riferisco a oltre l’80% delle notizie.
In prima fila giornalisti iscritti all’albo che pur di inviarci notizie falsate e politicamente corrotte, si adattavano a parametri di redazione in stile “scrivi quello che il padrone ti dice di scrivere”.
Tutto questo, con il crescere del web a livello esponenziale ha creato sempre più una frattura tra chi scriveva che spesso diventava inventore di storie, ed il lettore web che verificava quello che leggeva su un giornale in pochi secondi con google news.
Se pensate che i quotidiani sino ad oggi sono stati mantenuti con il contributo governativo all’informazione… cioé soldi dei contribuenti presi contro la volontà degli stessi per fare un’informazione manipolata e politica, cosa possiamo aggiungere?
Che solo sulla base di queste caratteristiche si possono giudicare le parole di Rocco Casalino, portavoce per i 5 Stelle, e dargli torto é improbabile.
Dati alla mano, il 90% dell’informazione senza il contributo governativo chiuderebbe domattina e purtroppo questo non sarebbe affatto un male.
Ci si troverebbe tutti a ripartire da zero, giornalisti de IL FOGLIO compresi.
Lavorando anche in smart working e mettendosi nella condizione di poter guadagnare di più del normale stipendio di oggi, purtroppo però basandosi su fatti veri e verificati, basandosi sulle proprie reali capacità e non su raccomandazioni o stipendi di partito.
Alla fine dunque, trovare il coraggio per giudicare quanto detto da Rocco Casalino, mi risulta impossibile.
Capisco che tutti i media oggi si dichiarino contrari alle sue affermazioni perché tutti mangiano a gratis dallo stesso piatto del contributo governativo.
Ma, vedete, esiste un’etica, al di fuori del codice deontologico dell’albo che nessuno rispetta mai e viene usato solo per fare retorica, dicevo esiste un’etica personale per chi fa questo mestiere che va oltre alla tessera di un partito, oltre al pulire il sedere al padrone imprenditore che gestisce buona fetta dell’informazione nel Paese.
Ecco, non é con Rocco che si dovrebbero fare i conti, ma con quest’etica che in questo settore si é persa da quando sono stati istituiti proprio i contributi governativi.

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