La confederazione calcistica sudamericana dopo essersi presa diverse ore per valutare la situazione ha comunicato ieri che la finale di ritorno della coppa Libertadores non si sarebbe giocata.
Così, l’evento sportivo più atteso del fine settimana é saltato per l’ignoranza di alcune persone che vedono il calcio come uno sfogo delle proprie frustazioni personali e non come uno sport.
River Plate e Boca Juniors attendono per oggi un aggiornamento sulla nuova data, ma una grossa fetta di telespettatori che ieri avrebbe voluto vedere la finale in diretta ha deciso di lasciar perdere perché questo non é calcio, non é sport. E’ quanto di più distante ci possa essere dalla sana competizione.
Questo uccide il calcio e lo sport in generale dunque va condannato e duramente.
La stampa argentina riporta di un incontro fissato con i due presidenti e la federazione per domani, martedì 27 novembre, ma la sensazione é che la mediazione non riuscirà a cancellare quanto accaduto nel weekend tra aggressioni a giocatori e risse continue.
Ogni forma di competizione riportata nello sport deve raccontare storie vere che possano fare da traino a milioni di ragazzini e ragazzine nel mondo che nello sport vedono e trovano il significato che hanno sempre cercato.
Quello visto in Argentina nelle ultime ore non ha nulla a che vedere con lo sport.
La partita possono anche farla, a porte chiuse, rimettendoci tutti i diritti televisivi, ma non veniteci a dire che é qualcosa da far gustare anche ai nostri figli.

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