Forse sarebbe meglio dire: “provate a dirgli che si sbaglia se solo siete in grado di argomentarne una discussione”.
Perché da circa 3 anni e mezzo raccontiamo dalle nostre pagine che l’Italia é un Paese politicamente corrotto. Un Paese che si alimenta del consenso popolare attraverso i suoi canali mediatici tra stampa e televisione che sono a sua volta foraggiati con un contributo all’editoria prelevato con la forza dalle tasche degli italiani.

Senza questo contributo, l’editoria italiana collasserebbe domattina e dichiarerebbe fallimento in 5 minuti.
I giornali in Italia rappresentano la voce di alcuni tra i più ricchi imprenditori italiani che a loro volta appoggiano partiti politici che vogliono mantenere il controllo dell’informazione sul Paese, perché si sa, un popolo lo gestisci controllando le notizie, manipolando l’informazione.
Peccato che non si siano accorti che siamo nell’era di internet dove una News vera e verificata, indicizzata da Google News ha 1 milione di volte maggior impatto che una notizia da prima pagina su tre colonne del Corriere della Sera o di Repubblica, gli altri non esistono nemmeno in termini di numeri.
Quotidiani nazionali che prendono il contributo nonostante siano la voce di un partito, dunque potremmo definirli il volantino di un partito, ma non possiamo chiamarli il quotidiano di un Paese democratico.

L’editoria italiana da 15 anni si trascina come il più malconcio dei morti viventi di Walking Dead.
E’ in mano ad incapaci che prendono stipendi da favola per mettere nero su bianco tutta la loro incompetenza e devo dire che lo fanno davvero bene.
Un’editoria in mano al controllo politico che sa fare di tutto meno che informare.
Internet ha ucciso questa editoria fantasma.
Giornali o televisioni che possano essere non trasmettono informazioni, filtrano notizie che devono sempre avere una motivazione politica.
Il diritto all’informazione in questo Paese se n’é andato a puttane da tempo e la libertà di stampa italiana é la sua miglior cliente.
L’editoria italiana non va salvata, mi dispiace per coloro che ne ricavano uno stipendio, ma l’incompetenza che vi domina non può continuare a gravare sulle tasche degli italiani.
Va lasciata morire e vanno aperte le porte per nuove ed emozionanti sfide editoriali gestite da gente capace, che opera in maniera trasparente, senza appoggi politici e senza compromessi. Questa sarebbe l’informazione vera.

Però vedete, se io oggi pubblico questo articolo e tra 10 minuti viene indicizzato da Google News e le mie fonti sono verificate, cosa posso chiedere di più?
Non serve più la telefonata al portavoce di un partito che chiama il ministro in Parlamento per sapere se la notizia su Craxi può uscire oppure no e si lasciano le rotative in attesa di risposta per un paio di ore…
Questo é il passato, questa non é mai stata editoria.
L’Italia dell’informazione vive attaccata al portafoglio degli italiani come un malato terminale dipende da un ossigenatore.
Smettiamola di far credere che gli italiani sono scemi. O diamo loro un’informazione libera, verificabile o lasciamo stare, il resto non interessa.
Oggi le notizie sono verificabili attraverso internet in meno di 10 minuti.
Questa é l’informazione. Niente altro.
Verificabilità, immediatezza e trasparenza.
Di questi tre requisiti al momento in cui scrivo posso dare conferma che l’editoria italiane non ne possegga nemmeno uno, e questo andate a verificarlo sul web anche subito.
Dunque smettiamola di ascoltare servi strapagati iscritti ad un ordine massonico di categoria che non serve a nessuno, che trasmettono un’informazione corrotta a vantaggio degli investimenti della famiglia Agnelli o Berlusconi piuttosto che Cairo, possiamo dimostrare che il 90% dei loro magazines e quotidiani sparirebbe domattina senza il contributo governativo.
Incassano milioni in pubblicità e li perdono in poche settimane per i costi inutili che hanno, frutto di una gestione di incapaci che ha saputo nuotare nel mare del “chissenefrega” per qualche decennio e pretende di restarci nonostante il Paese intero grida loro che sono degli incapaci cronici.
Verificata, immediata e trasparente, questa notizia possiede tutti i requisiti che vi elencavo poco prima.

Ora, sempre se riuscite, e ne sarei fiero, provate a dimostrarmi il contrario.
Verificandolo immediatamente in maniera trasparente.
Poi per quanto ci riguarda la giuria popolare potrebbe anche essere evitata purché chi scrive se ne assuma la piena responsabilità in caso di errore e se l’errore dovesse ripetersi troppe volte il responsabile possa essere costretto a lasciare la poltrona e la posizione.
Questa é l’informazione, peccato che in Italia non si sia ancora capito.

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