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La partita con il Portogallo é finita 1 – 0, ma alla fine se fosse finita 3 – 0 nessuno si sarebbe potuto lamentare. C’é tanto lavoro da fare e non sono due partite a fare la differenza.
Ovvio che la mancanza di gioco, l’incapacità cronica di costruire gioco, la totale assenza di ritmo e l’inesistente volontà di imporre un proprio gioco che peraltro nessuno ha capito, incidono a far precipitare la nazionale di calcio nell’ennesima sconfitta.
Ci siamo un pò abituati in questi ultimi 3 anni. Solo che adesso sta diventando imbarazzante. L’Italia ha ottimi giocatori… ebbene sarebbe arrivato il momento di dimostrarlo, non importa se con un gioco alla Trapattoni, sarebbe arrivato il momento di dimostrare agli allenatori italiani che i giocatori di casa meritano di giocare. In definitiva sarebbe arrivato il momento di dimostrare il contrario.
La strada é lunga, il percorso va fatto a bassa velocità per evitare di sbatterci la testa, ma se qualcosa non cambia a breve almeno nella mentalità si rischia di diventare un’ombra del calcio internazionale.
Purtroppo la formazione ricorda un già visto e rivisto in Italia e forse questo attaccamento al passato fa male. Perché a dirla tutta le alternative ci sarebbero, basta saper guardare oltre alla paura di poter osare di più.
In questo modo la faccia ce la giochiamo comunque e andiamo a sbatterla di nuovo, almeno proviamo a stravolgere, altrimenti sembriamo una fotocopia di una squadra di calcio, come se un gruppo di amici del bar si ritrovano una volta al mese per una partita su di un campetto di provincia. Che noia, che barba, che tempo perso, con gli amici almeno ci si diverte e si ride.

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