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Il calcio é interpretazione di schemi, istinto, intelligenza tattica e geometrie. Se poi vogliamo esagerare possiamo aggiungere anche semplicità.
Ma tutto questo un allenatore bravo come Spalletti lo sa bene. Per questo ieri nel primo tempo si é vista l’Inter dei sogni, o almeno quanto di più si possa avvicinare a quella dei sogni.
Siamo solo alla seconda partita della stagione su di un terreno ufficiale e passare ai proclami o alle condanne già adesso non é comprensibile.
Spalletti sta lavorando con il gruppo e lo sta facendo al meglio. Ha ottenuto dei risultati nel gioco e per 45 minuti nessuno avrebbe avuto modo di dubitarne.
Sono però bastati una papera del portiere e un calo fisico per mandare tutto nel dimenticatoio.
Quella vista ieri per tutto il primo tempo é stata una grande Inter, le partite però durano 90 minuti e quella del secondo tempo era una squadra totalmente diversa in crisi di fiato e di muscoli.
In pratica la preparazione estiva non é ancora terminata, é scontato che ci possono essere questi cali, che se abbinati a quelli di tensione e di concentrazione diventano letali.
Così é stato ieri sera a Milano, con un pubblico che ha troppa fame di vittorie. Purtroppo però la fretta non aiuta nessuno tanto meno la serenità persa ieri sera dai giocatori nerazzurri.
Ecco perché la colpa non é Spalletti.

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