L’ex numero uno del Pirellone, Roberto Formigoni, condannato a 6 anni per corruzione e associazione a delinquere.
In un qualsiasi altro Paese probabilmente la notizia avrebbe destato scalpore. In Italia e soprattutto in riferimento a Formigoni, nessuno, ma proprio nessuno si é messo le mani davanti alla bocca, ha strabuzzato gli occhi e ha gridato “Oh My God” come fanno gli americani.


Si chiama giornalismo da ritorno al futuro.
Quando la notizia é un’informazione che tutti conoscono già.
Molti potrebbero dirmi “ma la sentenza l’hanno data solo poche ore fa”.
Non importa, gli italiani se lo aspettavano e senza nemmeno un processo avrebbero potuto scommettere in qualsiasi agenzia di scommesse l’intero stipendio.
Semplicemente la legge doveva fare il suo corso, purtroppo molto lento e lungo in questo Paese.
Ma nulla di nuovo, la notizia avremmo potuta pubblicarla anche 5 anni fa, avrebbe avuto la medesima reazione nel lettore finale.
Perché a parte coloro che si sono avvantaggiati dalle operazioni truffaldine della Regione Lombardia capitanata dal nostro “Capitano o mio capitano” dei poveri, gli altri, tutti noi altri, sapevamo, eccome se sapevamo.
Speriamo solo che come succede per il poveraccio a cui per aver rubato una mela per fame vengono pignorati casa e macchina per pagare le spese processuali, speriamo che questo avvenga anche in questo caso con le debite proporzioni e soprattutto, lasciatemelo dire da abitante della Regione Lombardia, che tutti i lombardi possano intervenire in una richiesta di risarcimento senza precedenti che possa lasciare queste persone in braghe di tela.
Questo ci auguriamo, per il resto niente di nuovo. Come quando era uscita la notizia di Craxi e delle sue mazzette nella Milano da bere. Lo sapevano tutti.
Oggi a distanza di anni, abbiamo avuto la stessa sensazione.

 

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