L’avvocato difensore d’ufficio, sebbene il ragazzo voglia difendersi da solo, vorrebbe provare ad evitare al suo cliente la pena di morte.
In effetti il cliente é tra i peggiori che potessero capitare. Colpevole di aver ucciso 9 persone di colore in una chiesa di Charleston, Dylan Roof ha anche ammesso di averlo fatto nel pieno delle sue facoltà mentali per quanto poche possano essere.


Dunque, da sempre si sa che é stato lui ad uccidere a sangue freddo, da sempre abbiamo la certezza della sua pazzia; perché si devono spendere tanti soldi per un processo che alla fine diventa soprattutto mediatico?
Il ragazzo é disturbato non vi sono dubbi. La legge deve essere uguale per tutti ed anche questo può starci bene.
Ma che si debba portare avanti oltre ogni limite un processo definito già in partenza continuo a non capirlo.
Perché tutti abbiamo i nostri diritti e nessuno può calpestarceli, non importa quel che facciamo?
Dylan ha dei problemi molto seri e probabilmente insormontabili nella sua mente. Giudichiamolo per quello che ha fatto come uomo e basta, non serve argomentarci sopra una volta che i fatti sono evidenziati e confermati da prove inconfutabili.
Noi invece dobbiamo spostare l’attenzione sulla scelta finale tra una possibile pena di morte oppure diversi ergastoli uno dietro all’altro, quasi come fosse una nomination al grande fratello.
Ma che senso ha tutto questo?
Il massacro del massacratore. Se la pena di morte é possibile a Charleston, perché farlo morire di morte penosa e pietosa per il resto della sua vita?
Per fargli scrivere un libro? Per i diritti di un film? Perché non sappiamo identificare la situazione allora gli diamo tutta l’attenzione mediatica del mondo e ne facciamo uno show?
Dylan probabilmente é morto il giorno della strage insieme alle persone che ha ucciso, e probabilmente lui é l’unico ad averlo capito questo, lui nella sua pazzia sapeva che sarebbe morto quel giorno.

 

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