Si chiama Karim, l’uomo che ha ammazzato un poliziotto e ne ha feriti altri due ieri sera su una delle strade più famose di Parigi, nella zona centrale della città.
Gli investigatori hanno la convinzione che si sia avvalso della collaborazione di un jihadista che dal Belgio si é diretto a Parigi per dare supporto diretto al terrorista.
Ovviamente le indagini sono ancora in corso, ma la Francia é un’altra volta in ginocchio per mano del terrorismo.
La gente per strada questa mattina reagisce come nulla fosse, ma sui volti dei francesi non é più come nulla fosse.
Si vede la preoccupazione di una libertà minata proprio da quell’idea i integrazione che la stessa Francia ha accolto ancora molti anni fa.
Sotto il peso di un mondo totalmente cambiato negli ultimi 10 anni ora il Governo francese si trova a dover affrontare la minaccia peggiore e a doverlo fare ancora una volta in prima fila.
Il terrorismo, per quanto importato anche in questo frangente dal Belgio, sta riducendo le speraze di globalizzazione dei francesi a zero e sta attivando sempre più il fuoco del cambiamento radicale.
La parte che terrorizza riguarda proprio l’attentatore: era stato condannato a 15 anni di carcere per aver sparato nel 2001 a due agenti di polizia, questo inorridisce.
Questa mattina gli Champs Elysees sono stati riaperti al traffico ma l’aria che si respira a Parigi quest’oggi é pesante, indipendentemente dal numero dei morti o dei feriti. Il dato allarmante é la facilità con cui in Francia si possono commettere queste operazioni terroristiche, questo sconcerta più di ogni altra cosa.

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