Metti Barack Obama a Milano per aperitivo e la folla si precipita. I milanesi si sono persino dimenticati della loro rappresentazione religiosa più forte di sempre, l’aperitivo, pur di vederlo.
Transenne per le strade, migliaia di persone in attesa, solo per vederlo passare, o meglio veder passare un corteo di auto con i finestrini oscurati.
Le scene di Milano ricordano l’arrivo dei Beatles o dei Rolling Stones negli anni 70.
Uno show da far invidia al miglior reality americano. Un corteo di ben 14 auto al seguito, con poliziotti in moto all’inizio e la polizia locale alla fine ed un elicottero a controllare la zona del percorso.
La residenza milanese é al Park Hyatt Hotel, ma i servizi di sicurezza riducono al minimo la sua presenza in pubblico per paura di possibili attentati.
Una visita per partecipare oggi alla terza edizione di Seeds&Chips, il summit sulla food innovation alla fiera di Rho-Pero, preannunciata da tempo e confermata dal suo staff negli ultimi mesi.
Una visita dunque di piacere, che ha radunato in una cena alcuni tra i migliori imprenditori italiani, che a dire il vero hanno pagato 850 euro a testa solo per ascoltare Obama, non proprio per tutti gli imprenditori italiani, visto che la maggior parte fatica a pagare gli stipendi.
Un incontro “politico” con Renzi che non perde occasione per far passare il messaggio di essere molto amico dell’ex Presidente americano, ma Renzi ci ha abituato a vederlo ovunque serva politicamente.
Obama é senza ombra di dubbio il più amato presidente americano degli ultimi decenni, a pieno merito.
Sa conquistare la gente e sa insegnare il dialogo. Sa parlare di finanza: come non potrebbe saperlo uno che ha venduto a 85 milioni di dollari le sue memorie da presidente ad una casa editrice?
Dunque una visita di piacere con risvolti politici che nessuno di noi voleva vedere e con risvolti imprenditoriali che invece sono stati apprezzati per quanto a numero chiuso e per pochi eletti.

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