C’é stata una leggera ripresa economica, ma le persone che vivono nella totale libertà hanno superato i 5 milioni, in pratica sono aumentate.
Tante, troppe persone che faticano a sopravvivere, mentre noi ci occupiamo di migranti usando la politica e mentre falsifichiamo dati sul benessere quando invece la situazione reale é che soprattutto una gran parte di anziani non arriva a fine mese e se ci arriva non ha da mangiare a sufficienza.
Bisogna intervenire, questo dicono i dati, bisogna cambiare le regole del gioco e per farlo bisogna impegnarsi duramente.
Significa togliere dalle incombenze delle tasse le persone in difficoltà ed assegnargli un reddito minimo che nessuno può toccare o discutere.
Significa garantire alle persone più povere assistenza per la famiglia e per i figli perché se viene data loro la possibilità di lavorare allora si possono cambiare le cose, ma se li si mette al muro e gli si toglie anche il minimo per la sopravvivenza, tutto questo si ripercuote sui figli, sulla loro istruzione e sul loro futuro.
L’Italia ha 5 milioni di poveri che si stanno tenendo a galla senza salvagente e senza navi delle ong.
Non deve essere retorica, ma se davvero tenessimo al nostro paese e alle persone che con noi potrebbero farne un gran paese, abbiamo l’obbligo morale di pensare a loro prima, molto prima che alle navi delle ong.
Mettere delle priorità dove c’é sofferenza può suonare meschino, ma non farlo é ipocrita.
Viviamo in un paese straordinario pieno di potenzialità enormi, stracolmo di forza lavorativa, di creatività e di cultura, vogliamo continuare ad aiutare i migranti perché lo abbiamo sempre fatto, ma adesso prima dovremmo guardarci intorno quando giriamo per strada, quando entriamo la sera nel nostro condominio, pensando che 5 milioni delle persone che incontriamo sono sotto al livello minimo di sopravvivenza.

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