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Lisa Brennan Jobs non é alla prima avventura come scrittrice, ma finire a parlare del padre ha attirato l’attenzione voluta da tempo.
Si sapeva che prima o poi poteva o doveva succedere, così anche lei con il suo nuovo lavoro intitolato “Small Fry” vuole dare un’immagine del padre che ancora, secondo l’autrice, non si conosce.
Dunque in arrivo ai primi di settembre anche in versione italiana l’ennesima storia su Steve Jobs vista con gli occhi di quelli che gli sono stati accanto, in questo caso la figlia dimenticata, allontanata e ripresa.
In definitiva sappiamo tutti quanto Steve fosse una persona spesso scortese e troppo diretta, ma per addolcire la sua posizione si stanno scrivendo libri, finanziati dai soldi lasciati in eredità che garantiscono benessere ai diretti interessati per almeno 10 generazioni.
Forse dunque sarebbe opportuno fermarsi a questo punto. Gli appassionati di tecnologia e i patiti di Apple sono interessati solo alla persona Jobs come co-fondatore della mela mozzicata californiana.
Il resto, solo letture da spiaggia, ma di una spiaggia povera e legata ad un livello culturale abbastanza basso.
Per quanto Lisa possa scrivere benino e alcuni suoi passaggi possano far pensare ancora al personaggio Steve Jobs, continuiamo a ripetere che si sta correndo il rischio che il lettore ne abbia abbastanza delle storie della famiglia Jobs e probabilmente lo stesso Steve voleva che la sua vita fosse ricordata come una straordinaria esperienza e non come una soap opera.

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